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Filippo Poletti

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Best Posts by Filippo Poletti on LinkedIn

La vera leadership? Destare l’interesse nei collaboratori, informarli, coinvolgerli e ispirarli. Bella definizione di KPI dell'autore del bel libro “One to One“ Robertson Hunter Stewart. Perché se il business deve essere misurato (KPI, acronimo di key performance indicators o indicatori di prestazione chiave), per lavorare occorre essere quotidianamente motivati. Avanti, come diciamo sul nostro social media professionale, a mettere al centro del lavoro le persone. Come e quando sei stato motivato, coinvolto o ispirato? Raccontalo commentandolo su LinkedIn ✔ #RASSEGNALAVOROIT #GRAMMATICANUOVOMONDO
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«Non possiamo produrre dei gioielli se la nostra gente sta male», ripeteva il Cavalier Leonardo Del Vecchio. Salutiamolo, oltre che al PalaLuxottica, anche con le tante iniziative di welfare aziendale: dal carrello della spesa del 2009 – ci ricordano Dario Di Vico sul Corriere e il Quotidiano – al piano di distribuzione gratuita di 450 mila azioni ai dipendenti nel 2011 e nel 2015, dalle corriere che portano gli operai da casa in azienda e viceversa al maggiordomo aziendale.

Oppure, pensando, alle famiglie, alla baby week (5 giorni di congedo straordinario per la nascita di un figlio, all’asilo nido aziendale e alle vacanze studio ai figli dei dipendenti fino. Per non dire, infine, del patto generazionale (con part time al 50% a tre anni dalla pensione senza alcuna incidenza sulla pensione e assunzione di giovani meritevoli a tempo indeterminato), del bonus vita per gli eredi in caso di morte del dipendente.

È la nuova “gamba” della remunerazione dei dipendenti. Addio capitano d’impresa con al centro le persone e i prodotti d’eccellenza ✔ #RASSEGNALAVOROIT #GRAMMATICANUOVOMONDO
Era sul treno Roma-Milano, dagli altoparlanti ha sentito la richiesta d’intervento di un medico, è corsa alla carrozza tre dove ha praticato il massaggio cardiaco al passeggero colpito da infarto. Il paziente ha ripreso conoscenza e le ha detto: «Non so come ringraziarti». Merita tanti like la dottoressa Ines Carrato 🇮🇹, 25 anni da Vallo della Lucania in Campania, specializzanda in medicina di emergenza presso il Policlinico Universitario Campus Bio-Medico della Capitale. E pensare – confida ad Alessandro Vinci sul Corriere (bravo Alessandro che ci racconta sempre belle storie) – che «su quel treno non avrei dovuto salirci: dovevo prendere quello successivo, delle 19.45. Evidentemente, le cose, quando devono succedere, succedono. Sono proprio contenta e non lo dimenticherò mai». Bravissima Ines! ✔ #RASSEGNALAVOROIT #GRAMMATICANUOVOMONDO #MBAPOWER
Non sai a chi lasciarli quando sei in ufficio? Nel quartiere generale della Nestlé in Svizzera, i bambini possono andare al lavoro con i genitori: per loro c’è lo spazio di co-working con kid’s corner. «Quando i nonni sono in crociera ai Caraibi e i vicini che spesso fungono da babysitter hanno i loro figli con l’influenza, non rimane che portare i tuoi al lavoro», scrive il quotidiano economico svizzero Handelszeitung, ripreso da Franco Zantonelli su Repubblica. Dalla Svizzera un bel segnale per le famiglie ✔ #RASSEGNALAVOROIT #GRAMMATICANUOVOMONDO #MBAPOWER
Bellissima testimonianza: «Ho lasciato gli Usa per il Sant’Orsola di Bologna: da chirurgo guadagnavo più del doppio, ma credo nella sanità pubblica italiana», racconta Antonio Gangemi, classe 1972, che dopo 20 anni a Chicago, ha scelto di operare con le nuove braccia del robot Hugo in dotazione a Bologna. «Mi sono laureato a Catanzaro, ho fatto la scuola di specializzazione in chirurgia generale a Padova, sono stato ufficiale medico delle forze Nato, sono arrivato quindi a Chicago e ho sviluppato la mia carriera per 18 anni, da 6 mesi sono tornato in Italia, al Sant’Orsola – spiega il medico a Eleonora Capelli su Repubblica –. Posso dire che non ci mancano né le risorse intellettuali né la creatività per sviluppare in Italia un sistema robotico nostro. L’assistenza sanitaria in Italia è molto buona, tra le più “amichevoli” nei confronti del cittadino: va protetta, implementata e rinforzata». Bell’esempio, buon lavoro a Bologna ✔ #RASSEGNALAVOROIT #GRAMMATICANUOVOMONDO #MBAPOWER
Splendido insegnamento della maestra Bruna Salerno da Ischia: «Cari genitori, ricordate che tra gli alunni c’è un artista che non capisce la matematica, un matematico a cui non interessa la storia, una sportiva che non ama l’inglese. Se le pagelle non dovessero rispecchiare le vostre aspettative, non fatene un dramma, i vostri figli faranno ugualmente grandi cose nella vita. Ognuno di loro è genio a modo suo: hanno solo bisogno di essere spronati e incoraggiati». Lo scriveva nel 2020 e, a ragione, questa lettera è diventata un must-read. In ciascuno di noi – è ciò che ci ricorda in questi giorni di pagelle (ma potremmo anche dire di valutazioni sul lavoro) – ci sono dei talenti ✔ #RASSEGNALAVOROIT #GRAMMATICANUOVOMONDO
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Il benessere secondo Coca-Cola: 2.710 euro di premio di produzione, ma anche il galateo dello smart working, spiega Federica Di Michele, people and culture director, ripresa da Irene Consigliere sul Corriere. Nel galateo del lavoro a distanza tre semplici regole di comportamento: nessuna riunione prima delle 9 e il venerdì pomeriggio, nessuna e-mail e documenti dopo le 20 ore e nei festivi, e diritto alla disconnessione tra le 13 e le 14:30. Bell'esempio di smart working educato ✔ #RASSEGNALAVOROIT #GRAMMATICANUOVOMONDO #MBAPOWER
Saper fare differenza al lavoro e generare umanità, empatia: bellissimo esempio dalle Marche, protagonista Francesco Bernetti Evangelista, il medico-chirurgo del pronto soccorso di Fermo, che dopo il suo turno ha suonato il campanello della paziente 15enne e le ha salvato la vita. «Non ero tranquillo», spiega il dottore a Carlotta Lombardo sul Corriere della Sera. Questa la storia: al pronto soccorso dell’ospedale Murri arriva Giulia con una seria infiammazione midollare e a rischio di perdere l’uso delle gambe. Viene dimessa alle 15 e la sera, impensierito, il medico decide di andare a visitare la ragazza: «Si è presentato a casa nostra, aveva il sospetto di un’infiammazione che, se fosse stata trascurata, avrebbe potuto avere esiti imprevedibili. Ci chiedeva scusa per l’intrusione e ci ha raccomandato di riportare la ragazza all’ospedale e di affidarla alla neurologia, diretta da patrizio cardinali. Quando ha suonato il campanello e ci siamo trovati davanti il dottor Bernetti Evangelista, non ci potevamo credere. Sapere che un medico non era tranquillo e che non poteva andare a casa senza trovare una strada ti riconcilia con il mondo e ti fa capire che possiamo sperare nella solidarietà e nell’attenzione verso gli altri. Il ricovero ha salvato la vita a nostra figlia», spiegano i genitori Catiuscia Gasparroni e Marco Moreschini, al Resto del Carlino. Già, sapere che ci sono dottori come Francesco Bernetti Evangelista ci fa iniziare questo venerdì con rinnovata fiducia ✔ #RASSEGNALAVOROIT #GRAMMATICANUOVOMONDO #MBAPOWER #LEADERSHIP
Lo smart working? Riduce l’inquinamento atmosferico, facendo risparmiare chilometri, tempo e soldi. A dirlo è uno studio condotto a Roma, Torino, Bologna e Trento dall’Enea, pubblicato anche online da MDPI. Il lavoro a distanza consente di evitare 600 chilogrammi di anidride carbonica all'anno a lavoratore (pari a una diminuzione del 40%) con notevoli risparmi sulle distanze percorse (3.500 km), tempo (150 ore) e carburante (260 litri di benzina e 237 di gasolio), spiega l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile, ripresa dal Messaggero. Considerando che in Italia una persona su due possiede un’autovettura (vale a dire 666 ogni 1.000 abitanti, siamo al secondo posto in Europa per il più elevato tasso di motorizzazione, dopo il Lussemburgo) – spiega la ricercatrice Roberta Roberto sul portale dell’ente pubblico, autrice dello studio condiviso nel 2023 – lo smart working è più auspicabile per più di una ragione ✔ #RASSEGNALAVOROIT #GRAMMATICANUOVOMONDO #MBAPOWER #LEADERSHIP
Non puoi fare smart working, perché lavori in produzione? Orario ridotto a parità di produttività e risultati. È l’apertura di Leonardo, tra le principali aziende manifatturiere italiane con 31mila dipendenti, in vista del rinnovo del contratto integrativo 2024-2026: «In Leonardo abbiamo un accordo che consente a chi svolge mansioni remotizzabili di lavorare in smart working. Pensare ad altre misure per chi può già lavorare in smart working avrebbe aumentato il gap con chi lavora in produzione. Abbiamo deciso di spostare il mirino della popolazione aziendale potenzialmente interessata da nuove misure che riguardano il fattore tempo e abbiamo iniziato a ragionare su una riduzione oraria», spiega Antonio Liotti, responsabile delle risorse umane a Cristina Casadei sul Sole 24 Ore. La conciliazione vita-lavoro vale per tutti ✔ #RASSEGNALAVOROIT #GRAMMATICANUOVOMONDO #MBAPOWER
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